Misiliscemi e la globalizzazione

Spesso si parla del termine globalizzazione con un'accezione negativa. In realtà, la globalizzazione non è altro che la diffusione su scala mondiale, grazie ai nuovi mezzi di comunicazione, di tendenze, idee e problematiche.
Gli strumenti digitali hanno ormai abbattuto le distanze e ci permettono di rimanere in contatto costantemente con i nostri interessi.
Tutto è cambiato: un tempo si scriveva una lettera, adesso si manda una mail; si prendeva un aereo per una riunione, adesso si fanno le videoconferenze; si telefonava, adesso si parla tramite chat.
Eppure, troppo spesso ascoltiamo uomini e donne nel pieno degli anni in cui si ha ancora voglia di cambiare il mondo, ma anche la possibilità di farlo, che declinano inviti a partecipare attivamente al cambiamento, come quello promosso dall’Associazione Misiliscemi, con la scusa che loro vivono lontano.
Vi racconto la mia storia con il Misiliscemi e la globalizzazione.

Io vivo a Roma da 14 anni. Ho lasciato Rilievo, il MIO paese, tanti anni fa appena diciottenne. Con il cuore pieno di tante belle speranze e anche di tante paure ho girato un po’ per l’Italia, fino ad approdare a Roma.

Ho conosciuto tante realtà e tante persone, ma ho portato l’odore e i colori della mia terra sempre nel cuore.

Questa terra mi ha dato tanto, anche se spesso l’ho vista bistrattata soprattutto da chi la abita. Quando qualcuno mi chiede di dove sono, alla mia risposta l’esclamazione ­­­è sempre la stessa: “Che bella quella terra!”.

Solo imparando a guardare con gli occhi degli altri, ho scoperto la bellezza della MIA terra.

La conoscenza di altre realtà, anche estere mi ha portato poi a comprende tutto quello che si potrebbe fare e non si fa.

Ma da dove ha origine questa voglia di cambiamento?

Io sono cresciuta nella realtà ecclesiale della I Unità Pastorale, idea assolutamente innovativa in quegli anni, in cui il concetto di unità tra le realtà parrocchiali di questo territorio era totalizzante. Quell’esperienza ha piantato un seme dentro coloro che l’hanno vissuta intensamente e ha insegnato a tutti che, citando il nome dell’evento estivo che si organizzava nelle piazze della I Unità Pastorale, “Insieme è possibile”.

Un’estate di undici anni fa un gruppo di giovani professionisti, che con me avevano vissuto tanti anni prima quella realtà pastorale, mi raccontarono l’idea di rivendicare un ruolo politico apartitico nella realtà comunale, al fine di migliorare la qualità della vita del Misiliscemi.

Io dissi solo: “Io ci sono”, anche se la realtà era un po’ diversa perché io fisicamente non c’ero! Non potevo essere nelle piazze a promuovere l’idea, non potevo essere presente agli eventi, non potevo “apparire”.

Insieme a quel gruppo di giovani professionisti, abbiamo sperimentato in questi anni che supportare un’idea come quella dell’Associazione Misiliscemi, lavorare per essa, non significa semplicemente esserci fisicamente. Forse “apparire” è la parte più semplice del processo di supporto alle idee.

Negli ultimi undici anni, io ho sempre lavorato per l’Associazione Misiliscemi, fornendo il mio contributo da professionista gratuitamente. Molti non conoscono il mio viso, ma sicuramente utilizzano costantemente le piattaforme di comunicazione dell’Associazione, frutto del mio lavoro.

Non è semplice lavorare per una realtà e non godersi nulla (a volte riesco solo ad essere collegata via streaming!), ma è credere profondamente in un’idea che ti porta a spendere il tuo tempo per un cambiamento che credi possibile e necessario.

Molti pensano che si spenda il tempo libero… Invece no! Tutti quelli che lavorano per l’Associazione, sono professionisti ma anche mariti, fidanzati, mogli, padri e madri per cui il tempo libero non esiste. Ritagliamo del tempo tra i mille impegni della giornata, magari riducendo qualche ora di sonno.

L’Associazione Misiliscemi è quindi, la prima organizzazione “globalizzata”, che permette a tutti coloro che hanno a cuore questo territorio bellissimo, di partecipare attivamente, ciascuno con la propria competenza, indipendentemente dal luogo in cui vivono.

Voi “figli” di questa terra martoriata, che la portate nel cuore, non lasciate che qualcuno scelga per voi. Fatevi portavoci delle Vostre idee e vivete profondamente la libertà di pensiero che alberga naturalmente ove non esistono condizionamenti sociali o partitici.

Impegnatevi e lavorate per questo territorio. Fatelo per i Vostri padri e per i Vostri figli affinché il Misiliscemi non muoia!

 G.Barbera

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