Misiliscemi, Terra ai Margini

Oggi viviamo in un mondo nel quale lo spazio dei "non luoghi" si è molto accresciuto: sono gli spazi della circolazione, del consumo, della comunicazione ossia spazi di solitudine. Siamo in un'epoca nella quale gran parte della popolazione del pianeta vive in aree urbane. Grandi o piccole che siano, le città sono investite di una serie di problematiche che rendono a volte amara e triste l'esistenza di chi li abita. Le periferie della città non sono dei "non luoghi" come spesso è il pensiero dei nostri amministratori. Il "luogo" per un antropologo è uno spazio nel quale si può leggere attraverso l'organizzazione dello stesso tutta la struttura sociale. "Misiliscemi" è il nome che si è voluto dare al comprensorio delle contrade a sud della città di Trapani attraversate dall’omonimo fiume. Il nome deriva da “Masil Escemmu” di origine araba e significa “torrente o luogo ove scorre l'acqua elevato”. Per coloro che non vi abitano, Misiliscemi rappresenta la periferia lontana, o dimenticata o a volte sconosciuta di Trapani.

 Il territorio di Misiliscemi è situato in un'area baricentrica rispetto alle città di Trapani e Marsala, nei pressi dell'aeroporto di Trapani-Birgi. Dista pochi chilometri da luoghi di storia come Mothia, Erice e Segesta. Si affaccia sul mare antistante le incantevoli isole Egadi. L'aspetto del terreno è prevalentemente pianeggiante con colline di modesta entità. Il suolo destinato principalmente ad attività agricola presenta una densità urbana medio-bassa costituita per lo più dalle otto contrade (Salinagrande, Palma, Pietretagliate, Marausa, Locogrande, Rilievo, Guarrato e Fontanasalsa), che insieme raggiungono una popolazione residente di circa 9.000 abitanti ma che nei mesi estivi supera i ventimila. Misiliscemi è un territorio che ha bisogno di progettualità per valorizzare quello che già possiede, sia dal punto di vista culturale che economico, nonchè della consapevolezza di chi ci vive che il futuro può nascere costruendo e non scappando. I veri cittadini lottano per migliorare il proprio mondo, mettendolo a confronto con altre esperienze, cercando di cogliere quello che c'è di positivo per trasmetterlo alle generazioni future.

Giuseppe Laudicina

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