TARONCIOLI

 Ricetta tradizionale Agriturismo Vultaggio

Tra le nuove generazioni la conoscenza di certe ricette povere è ormai una rarità. Il benessere post guerra ha portato a le famiglie a spostarsi dalla campagna e a dimenticare i piatti più semplici della tradizione. La famiglia Vultaggio ancora oggi custodisce e cerca di preservare la memoria di certe pietanze della cultura contadina locale, proponendole spesso all’interno dei menù del proprio ristorante tipico, presso l’Agriturismo Vultaggio in contrada Misiliscemi.

Una delle ricette più semplici e più apprezzate è sicuramente quella dei “Taròncioli”. Una ricetta rara che quasi più nessuno conosce, costituita da due ingredienti preziosi per le famiglie contadine di una volta: il formaggio e il grano. I taroncioli sono polpettine fritte di tuma, pecorino e semola di grano duro. Nascono dalla necessità di riutilizzare la tuma inacidita, per non sprecarla. In un epoca in cui l’economia domestica coincideva per gran parte con l’economia dell’intera famiglia contadina, conoscere ed inventare delle ricette che prevedessero il recupero del cibo era fondamentale. Fino a sessanta o settanta anni fa l’economia di questi luoghi ruotava intorno all’agricoltura e alla pastorizia. Si viveva presso i bagli, casali di campagna autosufficienti, in cui la casa patronale era circondata da magazzini e stalle in cui proteggere il frutto dei campi e il latte: le unità di misura della ricchezza di ogni nucleo contadino. Come tutte le ricette antiche, è molto semplice. La frittura in olio d’oliva bollente rende i taròncioli eccezionalmente gustosi.

  • INGREDIENTI:
  • 300gr di Tuma inacidita
  • 200gr di pecorino stagionato
  • 100gr semola per l’impasto
  • Un po’ di semola a parte per la panatura
  • 2 uova
  • un pizzico pepe

Macinare insieme la tuma leggermente inacidita con il pecorino stagionato. Aggiungete la semola di grano duro, le uova e un pizzico di pepe. Amalgamare tutto fino a raggiungere una consistenza omogenea abbastanza solida. Create delle palline con il palmo della mano e ripassatele nella semola da panatura. Friggete per pochi minuti in olio bollente e servite ben calde.

 

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